Iperidrosi palmare e ascellare

Iperidrosi Palmare E Ascellare

L'iperidrosi palmare ( ed ascellare – plantare ) e' una disfunzione del sistema nervoso autonomo simpatico che provoca una eccessiva sudorazione di base e/o parossistica localizzata alle mani, occasionalmente alle ascelle ed ai piedi. E’ un’affezione relativamente diffusa che colpisce circa l’1 % della popolazione con esordio in età giovanile.

L’ abnorme sudorazione tale che nei casi più gravi le mani “sgocciolano” e sono tendenzialmente fredde, crea al paziente gravi disagi nella vita quotidiana quali la difficoltà nel maneggiare oggetti e nell’utilizzare strumenti di lavoro, il fatto di bagnare tutto ciò che viene a contatto con le mani. Inoltre si determinano ulteriori e più gravi problemi di imbarazzo nella vita di relazione: la mano che viene porta è fredda e bagnata, sgradevole al contatto e la sudorazione aumenta anche in presenza di stimoli emotivi lievi.

Approfondimento

L’iperidrosi palmare ed ascellare grave rappresenta un serio problema relazionale e spesso professionale che viene regolarmente sottostimato dai parenti e spesso anche dai medici, perciò chi è affetto da questa problematica viene spesso etichettato come ansioso od eccessivamente emotivo e finisce per sommare il problema fisico e quelli psicologici.
Trattandosi di un grave disagio, come tale deve essere affrontato: le terapie locali sono usualmente poco efficaci ( pomate antitraspiranti e ionoforesi ) ad esclusione dell’iniezione periodica di tossina botulinica, che però ha significativi inconvenienti quali il dolore, il costo, l’efficacia solo temporanea. Nelle forme gravi prevale l’indicazione chirurgica.
Per comprenderne il significato è opportuno un cenno d’ anatomia: i nervi simpatici sono localizzati nel torace a ridosso della colonna vertebrale, lo spessore è di 1 millimetro circa, con ispessimenti, i gangli, da cui partono le terminazioni nervose che stimolano la sudorazione.
I gangli nervosi danno al nervo l’aspetto tipico “ a canna di bambù”. L’intervento consiste nell’asportare o distruggere i “gangli” che innervano l’arto superiore e specificamente il II e III, in corrispondenza della seconda e terza costa. Dall’inizio degli anni ’90 l’introduzione della chirurgia mini-invasiva ( vedi ) e specificamente della Video-toracoscopia ( VATS ) ha reso l’intervento di “simpaticectomia” estremamente sicuro e minimamente traumatico. In anestesia generale si eseguono due incisioni di 5 millimetri che consentono di introdurre all’interno del torace uno strumento ottico collegato ad una telecamera ed un elettrocoagulatore: è agevole viualizzare e distruggere i gangli interessati. In linea di massima un giorno di degenza è sufficiente e la ripresa della normale attività è pressocchè immediata.
Come qualsiasi altro intervento la simpaticectomia VATS, ha precise indicazioni, richiede una strumentazione perfetta ed una specifica esperienza ed organizzazione degli operatori. Il risultato nella stragrande maggioranza dei casi è completo e definitivo: il paziente esce dalla sala operatoria con le mani calde e asciutte.
Le complicanze sono rare: accanto a quelle generiche di qualsiasi intervento, peraltro minimizzate dalla moderna tecnologia e specificamente dalla mini-invasività, ve ne sono di specifiche legate a questa tecnica. Sono raramente descritti abbassamenti della palpebra ( Ptosi palpebrale – Sindrome di Horner ) per lo più temporanei, ed eccezionalmente disturbi del gusto con percezione di sapori anomali. L’inconveniente più frequente, che non è una complicanza ma un effetto collaterale, presente in circa il 45% dei pazienti è l’aumento della sudorazione al tronco e all’addome ( sudorazione compensatoria ).
Frequentemente i pazienti operati per iperidrosi palmare osservano un miglioramento dell’iperidrosi plantare. Questi effetti collaterali non sono prevedibili nel singolo paziente. Poiché non è possibile la valutazione strumentale dell’iperidrosi compensatoria la valutazione è solo clinica e correlata alla soddisfazione dei pazienti: la stragrande maggioranza dei pazienti che la sviluppano dichiara che l’inconveniente è modesto e neppure remotamente paragonabile alla situazione preoperatoria. Concludendo gli eccellenti e duraturi risultati ed il modesto impegno chirurgico fanno considerare la simpaticectomia videotoracoscopica tecnica elettiva per il trattamento dell'iperidrosi palmare ed ascellare grave.